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Personal Trainer e Partita IVA: Le Cose da Sapere

Le figure professionali del settore del fitness, i personal trainer in particolar modo, sono sottoposti a precisi vincoli fiscali, non sempre troppo chiari e comprensibili, nell'esercizio della propria attività lavorativa.
Questo articolo vuole quindi rivolgersi a tutte quelle persone che stanno considerando di diventare personal trainer  e che vorrebbero sapere cosa implica a livello fiscale questa decisione.

Prima di vedere insieme in quali profili e regimi fiscali rientra la professione di personal trainer, scopri come risparmiare e gestire le tue tasse con EasyTax Assistant

Personal Trainer e Partita IVA: i Profili Fiscali


Innanzitutto ricordiamo che l’attività lavorativa del personal trainer rientra in uno dei tre seguenti profili fiscali:

  1. Lavoratore Dipendente
  2. Lavoratore Occasionale
  3. Libero Professionista
  4. Profilo Ibrido

1. Lavoratore Dipendente

In questo caso si fa riferimento al personal trainer vincolato, da un contratto a tempo determinato o indeterminato e a fronte di una retribuzione, a prestare il proprio lavoro alle dipendenze e sotto la direzione di uno specifico datore di lavoro, solitamente la palestra dove svolge la propria professione.

2. Lavoratore Occasionale

Nel caso del lavoro occasionale o collaborazione occasionale si fa riferimento ad un contratto di lavoro vincolato sia temporalmente che economicamente. Questo tipo di prestazione di lavoro non può avere infatti una durata superiore ai 30 giorni all’anno ed un rimborso che superi i 5000€ (lordi annui). In questo caso il personal trainer svolge la propria attività in maniera sporadica e non continuativa.


3. Libero Professionista

Questo è il caso in cui il lavoratore, e nel nostro caso il personal trainer, esegue delle prestazioni lavorative sulla base di una professionalità acquisita tramite percorsi di istruzione superiore, senza dipendere da alcun datore di lavoro. Il libero professionista è obbligato ad avere una partita IVA propria perché svolge la propria attività lavorativa in forma autonoma. Può avere più di un committente e nel caso di un personal trainer questo significa che può quindi lavorare in diverse palestre.

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4. Profilo Ibrido

Una circostanza ricorrente tra i personal trainer è quella di assumere un profilo fiscale che risulti come un “ibrido” tra i profili sopra descritti. Questo accade quando il personal trainer opera come lavoratore dipendente presso una determinata palestra e contemporaneamente offre consulenze private come: 

  • Prestatore di lavoro occasionale quando l’attività di consulenza privata viene eseguita sporadicamente e i guadagni derivanti dalla stessa sono inferiori ai 5.000€ (lordi annui);
  • Libero professionista se l’attività di consulenza privata è più costante e  dunque i guadagni derivanti dalla stessa sono maggiori, rendendo quindi più conveniente l’apertura di una partita IVA e operando a tutti gli effetti da libero professionista. 

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Personal Trainer e Partita IVA: i Regimi Fiscali del Libero Professionista

Numericamente parlando il 75% dei personal trainer in Europa fa parte della categoria dei liberi professionisti e in quanto tali, in Italia, rientrano in due possibili regimi fiscali: quello ordinario o quello forfettario (ex minimi).

Vediamo di seguito insieme cosa rappresentano nel dettaglio:

  • Regime ordinario  è il regime fiscale previsto per tutti i liberi professionisti. I loro guadagni vengono utilizzati per la parte relativa al reddito imponibile per il calcolo IRPEF. In questo caso specifico si prevede il pagamento dell’IVA dovuta tramite l’apposito modulo F24 all’Agenzia delle Entrate-Riscossione;
  • Regime forfettario è un regime agevolato applicabile in tutti quei casi in cui i guadagni non siano superiori ai 65.000€ (lordi annui).
    In teoria l’imposta sostitutiva prevista è pari al 15%, ma la natura agevolata di questo regime prevede una riduzione della stessa al 5% per i primi cinque anni di attività ( dal sesto anno in poi l'IVA tornerà ad essere il 15%).  

Se rientri nel regime forfettario devi sapere che non paghi le tasse su tutto quello che guadagni, bensì solo su una certa e predeterminata percentuale del tuo “incasso” annuo: questa viene specificata direttamente dall’Agenzia delle Entrate in base all'attività lavorativa svolta. Nel caso particolare del personal trainer, il coefficiente di redditività è pari al 78% e questo servirà come base imponibile per il calcolo delle tasse e dei contributi.

Facciamo un esempio numerico

Consideriamo un fatturato annuo di 30.000€. Scegliendo il regime forfettario, il fatturato da considerare come base per il calcolo delle tasse dovute sarà: 0,78 x 30.000€ = 23.400€ (ovvero il 78% di 30.000€). Da questi 23.400€ bisogna poi dedurre i contributi, che sono pari al 25,72% degli stessi 23.400€, vale a dire 6.018€. I contributi vanno tolti ai 23.400€ ottenendo così l’imponibile netto pari a: 23.400 - 6.018 = 17.382€. Infine, si procede con il calcolo dell’imposta sostitutiva pari al 5%, per i primi cinque anni, dell’imponibile netto e quindi: 0,05 x 17.382€ = 869,10€.

Ricapitolando da un fatturato di 30.000€ il netto effettivo sarà: 30.000 – (6.018 + 869,1) = 23.112,90€.

Esistono alcuni software gestionali che possono supportare i professionisti nel calcolo delle tasse. 

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Partita IVA: Cosa è e Quanto Costa Aprirla?

Visto che molti tra i personal trainer sono liberi professionisti e vista la natura autonoma della loro attività lavorativa, questi sono obbligati ad aprire una partita IVA.

La partita IVA definisce una società o una persona fisica e ha un ruolo importante a livello tributario perché identifica il titolare dell'attività e soprattutto la sua posizione fiscale. Il personal trainer che apre la partita IVA è obbligato a emettere fattura e pagare i contributi dovuti (a fisco e previdenza) sotto forma di IVA (imposta sul valore aggiunto).

Aprire una partita IVA è gratuito, ricorda solamente di scegliere il tipo di regime fiscale che più si adatta alla tua attività!

Come aprire una Partita IVA

Se stai pensando di diventare un personal trainer libero professionista e devi quindi procedere all’apertura della tua partita IVA ecco cosa devi fare:

  • Andare all’Agenzia delle Entrate che ti darà la tua sequenza di 11 numeri;
  • Compilare il modello AA9/12 (per le persone fisiche) che dichiara l’inizio della tua attività e che deve essere consegnato entro 30 giorni dall’avvio all’Agenzia delle Entrate;
  • Attenzione: selezionare il Codice ATECO corrispondente all’attività lavorativa da te svolta, che nel caso dei personal trainer è il n. 19.99.
  • Ricorda: devi aprire la tua posizione anche presso gli uffici dell’Inps (per i contributi)

Con questo articolo abbiamo cercato di spiegare quindi i vincoli e gli obblighi fiscali che gravano sulla figura del personal trainer nel mondo del fitness.
Ricorda che per risparmiare e gestire al meglio le tasse puoi utilizzare EasyTax Assistant, l'app, disponibile sia per iOS che per Android, che sta già aiutando migliaia di contribuenti a semplificare il proprio rapporto con la fiscalità!

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